Usa, arrestata in Canada la direttrice finanziaria di Huawei. Rischio caso diplomatico mondiale

Su richiesta degli Stati Uniti, che ne hanno chiesto l’estradizione per sospette violazioni delle sanzioni contorno l’Iran, le autorità canadesi hanno arrestato a Vancouver la chief financial officer (cfo) di Huawei, Meng Wanzhou, che ricopre anche il ruolo di vice presidente del board del gruppo di Shenzhen. L’arresto di Meng – che è anche la figlia del fondatore del gruppo, Ren Zhengfei, ex ingegnere dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese – è stato confermato al quotidiano canadese The Globe and Mail dal portavoce del Ministero della Giustizia canadese, Ian McLeod.

L’ambasciata cinese ad Ottawa ha rilasciato una rapida reazione alle notizie, chiedendo la liberazione di Meng: “Ci opponiamo fermamente e protestiamo con forza contro questo tipo di azioni che hanno seriamente danneggiato i diritti umani della vittima”, ha detto l’ambasciata. “Abbiamo presentato dichiarazioni severe contro le autorità statunitense e canadese, e li esortiamo a correggere immediatamente il male fatto e ripristinare la libertà personale di Ms Meng Wanzhou”. Huawei ha aggiunto di non essere a conoscenza di alcuna infrazione e di aver seguito tutte le leggi applicabili. “Alla compagnia sono state fornite pochissime informazioni riguardo le accuse e non è a conoscenza di alcun illecito da parte della signora Meng (Wanzhou)”, ha detto.

Huawei è uno dei maggiori fornitori di apparecchiature e servizi di telecomunicazione al mondo. Ma nonostante il successo globale, le sue attività negli Stati Uniti sono state strettamente limitate dalle preoccupazioni che potrebbero indebolire i concorrenti americani e che i suoi telefoni cellulari e le apparecchiature di rete, ampiamente utilizzate in altri paesi, potrebbero fornire a Pechino vie di spionaggio. Durante l’estate, l’Australia ha impedito a Huawei di fornire la tecnologia 5G per le reti wireless nel paese a causa dei timori legati allo spionaggio. La Nuova Zelanda ha seguito l’esempio a novembre, ma ha affermato che il problema era di natura tecnologica.

Chi è Meng

Meng Wanzhou aveva iniziato a lavorare come segretaria per Huawei nel 1993, molto prima che il gruppo diventasse il gigante delle telecomunicazioni che è oggi. La donna, che oggi ha 46 anni, aveva abbandonato gli studi alle superiori, ed era rimasta nell’ombra a lungo: aveva iniziato ad acquisire visibilità solo nel 2011, fino a diventare uno dei volti più noti del gigante tecnologico, finito al centro delle preoccupazioni di sicurezza informatica a livello internazionale, e sotto attenta osservazione da parte delle autorità statunitensi per presunte violazioni dell’embargo contro l’Iran. Meng si era trasferita a Shenzhen, nel sud-est del Paese, nei primi anni Ottanta, all’inizio dell’epoca di riforme e aperture del sistema cinese, e aveva adottato il cognome della madre. Dopo l’abbandono degli studi aveva lavorato in banca per circa un anno, prima di passare all’azienda fondata dal padre, in un momento di intenso fervore nella sua città, simbolo del cambiamento apportato dalle riforme varate dall’allora leader, Deng Xiaoping. Nel gruppo ha gestito la supervisione dei centri dei servizi globali, compito che l’ha resa uno dei volti dell’internazionalizzazione di Huawei, che oggi conta 180 mila dipendenti in tutto il mondo.

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