Dall’ Honduras agli Stati Uniti. La carovana di migranti non si ferma

Il 12 ottobre 2018 una carovana di 160 migranti ha iniziato la sua marcia dall’Honduras. Destinazione: Stati Uniti. Per raggiungere la frontiera statunitense, il gruppo, le cui fila si sono ingrossate giorno dopo giorno fino ad arrivare alle 7mila persone, ha attraversato il Guatemala e dopo più di 2 settimane è arrivato in territorio messicano, nonostante le minacce del presidente Trump.

La carovana di migranti ha attirato l’attenzione dei media internazionali ed è diventata argomento di discussione della campagna per le elezioni di metà mandato degli Stati Uniti, previste per novembre 2018. I Repubblicani infatti stanno utilizzando la “minaccia” dei profughi provenienti dall’Honduras per guadagnare consensi e attaccare le politiche di accoglienza dei Democratici, potendo anche giustificare in questo modo la stretta sull’immigrazione che ha caratterizzato l’amministrazione Trump.

La carovana ha raggiunto le 7mila unità, crescendo a mano a mano che procedeva verso il confine con il Messico. La maggior parte delle persone che la compongono vengono dall’Honduras, uno dei paesi più poveri del Centro America con una popolazione di circa 9 milioni di abitanti, noto per la violenza di bande criminali e sconvolto dalla guerra alla droga e dalla corruzione dilagante. Secondo i dati della Banca Mondiale, oltre il 60 per cento della popolazione vive in condizioni di povertà e una persona su cinque si trova in condizioni di povertà estrema.

La prospettiva di una vita migliore è ciò che ha spinto migliaia di persone ad abbandonare il proprio paese, nonostante gli sforzi fatti tanto da Trump quanto dal presidente del Messico per rendere più difficile il viaggio verso gli Usa. L’avanzare della carovana rappresenta una sfida non solo elettorale, ma anche a tutto il sistema di accoglienza dei due paesi.

Sarà infatti complicato per gli Stati Uniti riuscire a gestire le numerose domande di accoglienza che gli uffici riceveranno non appena i migranti riusciranno ad arrivare al confine. Quanto sta accadendo mette in crisi anche la credibilità del governo messicano e la sua capacità di gestione di una crisi migratoria, per non parlare degli effetti negativi che ha su Honduras e Guatemala. Nessuno dei due paesi infatti è riuscito a fermare la carovana, nonostante le minacce e li intimazioni del presidente Trump, che ha annunciato che taglierà i fondi previsti per i paesi del Centro America.

Con l’avvicinarsi della carovana, il presidente statunitense Donald Trump ha scritto su Twitter di aver allertato “l’esercito e la polizia di frontiera” contro l’onda umana che minaccia il confine tra Messico e Stati Uniti.

“La carovana dei migranti dell’Honduras diretti verso gli Stati Uniti è un’emergenza nazionale. Tra loro ci sono anche criminali e mediorientali non identificati”

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